Come Creare un Paralume con le Bacchette Cinesi

Un paralume, oltre a dare forma alla luce, è un vero complemento d’arredo che crea atmosfera in una stanza. Con degli hashi, ovvero delle bacchette cinesi, quelle che troverete in qualsiasi negozio etnico ma spesso anche al supermercato, realizzeremo un paralume dall’aspetto molto coloniale senza spendere un’esagerazione.

Occorrente
Corda in canapa
75 paia di bastoncini
Righello
Penna
Colla a caldo
Forbici
Fil di ferro o un vecchio telaio

Come primo passo andremo a lavorare sui bastoncini, non separateli, li utilizzeremo integri, attaccati a due a due; segnate una tacca all’altezza di 1,3 cm. da entrambe le estremitá delle bacchette. Qualora aveste scelto delle bacchette decorate, scegliete quale lato vorrete esporre, lo chiameremo il lato bello. Ovviamente le tacche andranno segnate sul lato brutto. Tagliate 4 pezzi lunghi di corda (indicativamente 90 cm. cadauno), comunque sempre meglio eccedere e spuntare poi, che rendersi conto alla fine che erano corti.

Userete una coppia di corde per legare insieme le punte delle bacchette ed una coppia di corde per le code. Legate le prime due corde insieme con un nodo morbido (per fermarle) ed avvolgete la prima coppia di bacchette, usando la tacca come punto di riferimento, quindi applicate una goccina di colla sul retro delle bacchette (lato brutto) per fissarle bene alla corda. Ripetete quest’operazione per l’altra estremitá delle bacchette (code). Personalmente ho trovato piú semplice assemblarne 3 alla volta: legatene 3 in cima, incollate e ripetete, procedendo col lavoro.

Mi raccomando: incrociate sempre i due pezzi di corda nella stessa direzione per avere un risultato pulito e ben fatto. Decidete quanto dovrà essere lungo il vostro paralume, in conformitá col diametro del telaio (potreste riutilizzarne un vecchio o crearne uno ex novo doppiando del fil di ferro). Raggiunta la lunghezza desiderata, sciogliete i nodini fatti inizialmente sulle corde, con delicatezza.

Armatevi quindi di colla a caldo e con qualche goccia, che applicherete ad ogni incrocio della corda, incollate il paralume di bastoncini al telaio (raccomanderei di incominciare dal centro e proseguire verso le estremitá). Una volta terminato di assemblare il paralume al telaio (completato il giro) annodate la prima e l’ulima coppia di bacchette (“chiudete il cerchio”).Cosa ne dite di questo bel look orientale? Se i colori neutri non si adattano al mobilio potreste optare per delle bacchette laccate.

Come Creare una Montatura con Short Alto

La parte più complicata di una giornata di pesca, soprattutto per i neofiti, è sicuramente la preparazione delle montature e dei terminali. Tra le montature più utilizzate, lo short alto, è una delle più conosciute e catturanti. Se sei curioso di scoprire come costruire questo tipo di trave non dovrai far altro che leggere attentamente questa guida.

Per iniziare nel modo giusto dovrai procurarti del filo in nylon che abbia delle caratteristiche precise. Avrai bisogno di un filo abbastanza doppio, uno 0,50 millimetri può andare più che bene, inoltre dovrai sceglierlo di buona qualità per evitare torsioni e strozzature che possano pregiudicare la tenuta nel caso di abboccata o di incaglio sul fondo.

Il trave deve essere lungo almeno 1,5 metri, con una canna da surf da 4 metri. Se invece la canna che utilizzi è da 5 metri, puoi decidere di allungare il trave sino ad una lunghezza di 2 metri. Nella parte inferiore del trave dovrai montare una girella con moschettone, il tutto di piccole dimensioni, che dovrai coprire del tubetto in silicone termo restringente.

Nella parte superiore del terminale, andrai a costruire lo snodo per il tuo short alto, Inserisci, in ordine, uno stopper in cotone, una perlina, la micro girella a barilotto, un’altra perlina ed infine lo stopper di chiusura. Crea l’asola che chiuderà il trave superiormente utilizzando un doppio nodo semplice. Utilizza la saliva per lubrificare il nodo e ricoprilo di tubetto termo restringente in silicone.

Blocca lo snodo a circa 20 centimetri dall’asola, stringendo e serrando gli stopper. Mi raccomando, per evitare grovigli dovrai lasciare una certa mobilità alla girella, in modo che possa ruotare su se stessa. Il terminale dovrà essere costruito con del fluorocarbon. Utilizza uno 0,20 con mare calmo e acqua limpida, se invece il mare è mosso e la visibilità è poca può andar bene anche uno 0,30-0,35 millimetri. La lunghezza del terminale non deve superare i 60 centimetri. Monta l’amo, un numero 8 a gambo lungo.

Come Costruire una Cassettiera di Piccole Dimensioni

Prima o poi, ogni collezionista deve sistemare tutte le rocce, le conchiglie, le ossa, le piume. i semi e gli altri campioni raccolti. Se hai una borsa piena di tesori buttati alla rinfusa, in questa guida troverai le istruzioni per realizzare una mini cassettiera che ti aiuterà a fare ordine.

Occorrente
9 scatole grandi di fiammiferi
Colori acrilici
Un pennello
Un tagliabalsa
9 fermacampioni d’ottone
Qualche batuffolo di ovatta
9 etichette autoadesive piccole (o alcune grandi, da ritagliare)
Una piccola scatola di cartone ondulato, di dimensioni il più possibile vicine a quelle delle 9 scatole di fiammiferi disposte su tre file da tre(meglio più grande che più piccola così può essere adattata)
Nastro adesivo trasparente

Queste istruzioni valgono per una cassettiera da 9 elementi, ma a seconda della collezione questo numero può variare a tuo piacimento. Per cominciare prepara prima i cassetti. Svuota le scatole contenenti i fiammiferi. Ogni scatola ha un rivestimento estero e un cassetto interno: dipingi le estremità sterne dei cassetti con i colori acrilici. Questa è l’unica parte della scatola che apparirà nella cassettiera.

Quando la pittura è asciutta, fai un taglietto verticale (lungo circa 3 mm) al centro di ogni cassetto. Nel taglietto inserirai un fermacampioni, ripiegando poi di lato le due linguette di metallo, in modo da ottenere un pomello. Poi metti in ogni cassetto uno strato di cotone, poi infila di nuovo il cassetto nella sua scatola. Ora si tratta di preparare il rivestimento esterno che conterrà tutti i cassetti.

Impila le scatole di fiammiferi accostandole nell’angolo di uno scatolone di cartone ondulato. Forma tre pile da tre scatole ciascuna. Segna con una matita l’altezza, la larghezza e la profondità della pila di scatole contro le pareti interne del contenitore. Con il tagliabalsa, taglia il cartone ondulato seguendo i segni di matita. Se stai tagliando un angolo di una scatola grande, dovrai aggiungere una o due facce. Usa i ritagli oppure dei pezzi di un’altra scatola di cartone e fissa i pezzi aggiuntivi con del nastro adesivo trasparente.

Una volta terminato otterrai un contenitore vuoto, privo della faccia frontale, in cui potrai facilmente infilare le nove scatole di fiammiferi. Togli le scatola dal contenitore di cartone e fodera l’esterno del contenitore con la carta autoadesiva. Rimetti le scatole nel contenitore: dovresti riuscire a estrarre ogni cassetto senza spostare gli altri. Se quando apri un cassetto, quelli vicini si muovono o fuoriescono, dovrai spalmare di colla le facce superiori, inferiori e laterali di ciascuna scatola.

Per fare questo, anzitutto tira fuori tutte le scatole dal contenitore esterno. Comincia a spalmare la colla sulla faccia superiore e su una faccia laterale di una delle scatole di fiammiferi. Prendi una seconda scatola affiancandola al lato coperto di colla della prima, e sovrapponine una terza, appoggiandola sulla faccia superiore incollata. Continua a incollare insieme le scatole rimanenti, fino ad averle incollate tutte.

Ora rinfila il blocco nel contenitore di cartone. Forse a questo punto dovrai incollare anche l’intero blocco al contenitore esterno, procedendo allo stesso modo. Lascia che la colla si asciughi bene, e poi ripeti la prova dei cassetti. Dovrebbero potersi aprire e chiudere facilmente, senza far muovere i loro vicini. Metti la tua collezione nei cassetti e scrivi sulle etichette il contenuto di ogni scatola. Ad alcuni collezionisti piace anche aggiungere un cartellino all’interno di ogni cassetto, sul quale siano riportati la data e il luogo del ritrovamento di ciascun pezzo della collezione.

Come Costruire un’Altalena nel Giardino

Anche se sul mercato sono disponibili numerosi modelli di altalene da giardino, come mostrato in questa guida su Coseperbambini.com, il fai da te è una soluzione sempre valida.

La sua costruzione non è particolarmente impegnativa, ma richiede l’osservanza di ben precisi canoni di sicurezza. Pochi giocattoli sono più facili da costruire che l’altalena, e pochi giochi danno altret­tante ore di svago a ogni età della fanciul­lezza. La condizione ideale per l’altalena è offerta da un giardino alberato. In questo ca­so, infatti, è sufficiente legare due funi ro­buste a un ramo, o addirittura ai rami di due alberi vicini, e a queste fissare con quattro fori e due facili nodi una plancia di legno adattata a sedile. Ma non sempre c’è questo requisito. Il più delle volte nel giardino non c’è l’albero adatto, o addirittura non c’è giar­dino, e occorre trovare una soluzione casa­linga (non è una cosa impossibile, entro certi limiti, e lo vedremo fra breve). Come possiamo dunque costruire un’altale­na in un giardino?

Per incominciare occorrono, anzitutto, i due montanti laterali. Possono essere pali di sezione circolare, ma per il lavoro fatto «in casa» è forse più facile operare con pali a sezione quadrata (circa 10×10 cm) o rettangolare (15×8 cm). La loro lunghezza ideale è di 3 metri, in quanto devono essere fissati sotto terra a una profondità di almeno 50 cm. Per bloccarli il metodo pìù semplice è quello dell’interramento; il più efficace e soprattutto sicuro consiste però nel circondare i pali, nello scavo, con mattoni, o meglio ancora con blocchi di pietra e cemento.
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Nella parte superiore occorre unire i due pali con una traversa. Anche qui i sistemi possono variare radicalmente. Si può scegliere l’incastro (la traversa rastremata in tenone alle due estremità, che si colloca in fori praticati nei due montanti, ed è bloccata da due perni d’arresto, oltre che da una buona dose di colla del tipo più adatto alla lavorazione del legno); oppure l’appoggio (ma, se non si fissa la traversa con una serie di lunghe viti che mordano bene nei montanti c’è il pericolo che la costruzione possa cedere). C’è anche chi, preferendo una soluzione di assoluta sicurezza (anche a costo di un po’ di lavoro in più), adotta una struttura di sostegno a forma di V rovesciata, o anche a forma di A, con l’inserimento di una sbarra mediana di rinforzo.

Questo metodo richiede una lavorazione più accurata, con misurazioni precise, ma evita la necessità di « fondamenta » troppo profonde: la contrapposizione dei due montanti ad ogni lato garantisce la stabilità sull’asse delle oscillazioni, mentre l’ancoraggio da parte della traversa, e la leva fornita da 15-20 cm di sprofondamento nel terreno offrono una garanzia contro qualsiasi cedimento laterale. Per l’altalena con i montanti ad A occorre anche più materiale, quindi la sua realizzazione è più costosa. Ma, ripetiamo, è una spesa ampiamente giustificata dalla maggior dose di sicurezza.

Si usano in genere,per questo tipo di altalena, assi di legno a sezione rettangolare. L’angolo d’incidenza si aggira fra i 40° e i 45°. La sbarra d’ancoraggio duo essere a incastro o semplicemente inchiodata. Nel primo caso praticare nei due montanti di ogni lato un foro parallelo al terreno, e di dimensioni tali da consentire l’inserimento della sbarra. Infilata la sbarra nelle due sedi, basta fermarla con due perni (che possono essere due chiodi lunghi) che attraversano la sbarra esternamente ai due montanti. Decidendo di inchiodare la sbarra, basta poggiarla esternamente ai due montanti, e fissarla ad ognuno di essi con tre chiodi.

Volendo, a questa sbarra esterna se ne può aggiungere una interna, procedendo ai fissaggio nello stesso modo. Si ripete poi la procedura sui due montanti al lato opposto. Con questo modulo di costruzione la traversa può essere costruita a incastro prigioniero. La cosa più importante è usare per la traversa un trave molto solido, in grado di resistere alle sollecitazioni cui sarà sottoposto dal peso di un bambino (o di due o tre, considerando le acrobazie di cui inevitabilmente quell’altalena sarà teatro).

Il sedile, per rispettare i canoni tradizionali, deve essere una plancia di legno d’un sol pezzo. Si suggerisce un rettangolo che misuri circa 40×30 cm (sufficiente perché anche papà e mamma, dopo una dura qiornata nelle vesti di costruttori di altalene, possano prendersi un momento di svago). Lo spessore può essere di circa 2,5-3 cm. È essenziale, per motivi di sicurezza, che la plancia usata per il sedile sia attentamente smussata agli angoli; il maggior pericolo dell’altalena, infatti, non è tanto nella possibile rottura delle funi o delle catene che reggono il sedile, quanto in un sedile fatto ondeggiare, magari un po’ troppo violentemente, da un bambino, e pronto a colpire di spigolo la testa di un altro piccolo.

Come collegare il sedile alla traversa? Vi sono vari metodi, il più sbrigativo comunque consiste nell’uso di una robusta fune. Attenzione: non ci si deve accontentare della vecchia corda che si trova nella cassetta degli attrezzi. Non è quasi certamente in grado di resistere alle sollecitazioni cui sarà sottoposta e comunque, con ogni probabilità, è un po’ marcia, o le sue fibre hanno già subito qualche strappo. La cosa migliore è acquistare una bella cima (diametro 1 cm) del tipo usato in marina (qualsiasi negozio di barche o di articoli sportivi dovrebbe averne). È senz’altro la soluzione esteticamente più brillante, ma non certo la sola dal punto di vista della sicurezza. Si può ricorrere, per esempio, a una corda di nylon intrecciato.
L’unico suo difetto è di cedere e allungarsi leggermente con l’uso, soprattutto d’estate quando fa caldo; non è un problema gravissimo, ma va tenuto in debita considerazione (è sufficiente di tanto in tanto regolarla). Rimane tuttavia la soluzione decisamente più economica. Le due funi (corda o nylon, all’atto pratico non importa) possono essere fissate al sedile facendole passare attraverso i fori praticati alle quattro estremità della plancia, a circa tre centimetri dagli angoli. La testa della fune sarà annodata alla fune stessa, a circa 15-20 cm dal sedile. È opportuno, prima di fissare la fune in questo modo, fare due nodi su di essa, per impedire che questi passino attraverso i fori e che il sedile scivoli quindi e modifichi la propria inclinazione rispetto al terreno.

Oppure, si possono ottenere condizioni di equilibrio perfetto costruendo due piccoli (ma robusti) triangoli che saranno montati, uno per parte, ai lati del sedile. In ogni triangolo sono stati praticati tre fori. Nei due inferiori si fissano con due nodi le cime che raggiungono il sedile, all’altro si annoda invece ‘a cima che raggiungerà poi la traversa dell’altalena. L’altra estremità della fune, quindi, va fissata alla traversa dell’altalena. Il metodo più semplice consiste nell’annodarla alla traversa stessa, magari facendola prima passare in un anello propriamente fissato, il quale evita che, con l’uso, la fune si sposti lateralmente. Risulta esseree essenziale infatti, per il buon funzionamento e la sicurezza dell’altalena, che la distanza delle corde nel punto di attacco alla traversa sia pari alla distanza fra le corde al sedile, in altre parole che le funi siano parallele fra traversa e sedile. Invece che una fune si può usare una catena. In tal caso è più pratico fissarla alla traversa mediante due anelli saldamente fissati alla traversa (meglio se con vite a dado, e al sedile, secondo lo schema di una Y rovesciata, per mezzo di altri quattro anelli applicati alla plancia di legno, nella stessa posizione che avevamo indicato come la più adatta per l fori destinati alla fune (cioè a circa 3 cm dagli angoli).

Seguendo questi accorgimenti l’altalena dovrebbe essere sicura. Suggeriamo tuttavia un buon collaudo: papà sul sedile, che va avanti e indietro per qualche minuto, prima senza eccessive evoluzioni, poi esercitando una forza maggiore. Terminato il collaudo (con successo, se tutto è stato fatto con cura), controllare che incastri, viti, dadi, nodi abbiano « tenuto » perfettamente. Dopo di che si potrà essere del tutto tranquilli.

Come Realizzare una Mensola con un Vecchio Mobile

Quante volte ti è capitato di buttare a malincuore un mobile, sebbene rotto, ma avente la superfice ancora bella? Con questa guida ti spiegherò come recuperare alcuni pezzi, fare una bella mensola e appenderla al muro. Basterà seguire quattro semplici passaggi.

Occorrente
Un mobile
Un seghetto per tagliare
Un tagliarino
Un pennarello
Supporti, tasselli e viti
Un metro
Una riga
Una bolla
Una squadra
Trapano e punta da muro
Avvitatore

Scegli la dimensione della tua mensola in base al pezzo a disposizione, deve avere almeno quattro lati belli che saranno a vista, quello superiore e i bordi. Aiutato dalla riga segna con il pennarello la parte da tagliare. Senza spostare la riga adesso fai una incisione con il taglierino sulla linea che hai appena fatto, per avere un taglio piu preciso. Prendi il seghetto e taglia la parte segnata.

Applica i supporti sulla parte inferiore della tavola distribuendoli in base al peso da sostenere e in base alla lunghezza della superfice. Usa il metro per metterli in quadro oppure la squadra. La parte segata andrà ad appoggiarsi al muro di conseguenza posiziona i supporti in modo da avere un angolo di 90 gradi su di essa.

Prendi la punta da muro e applicala al trapano,la punta deve essere leggermente piu grande del tassello se buchi una superfice dura, mentre se la superfice è friabile sceglilo della stessa grandezza. Appoggia la mensola al muro e mettila in bolla sulla posizione desiderata. Ora attraverso i fori dei supporti segna dove andrai a bucare e poi togli la mensola. Fai i buchi sulla parete valutando la lunghezza del tassello. Infilati i tasselli sarai pronto ad applicare con le viti la mensola alla parete con un cacciavite o preferibilmente un avvitatore con frizione.